La Blockchain potrebbe aiutare nella risposta globale al Coronavirus

Secondo gli esperti questa tecnologia potrebbe essere un mezzo efficiente per gestire la logistica dei presidi medici e dei dispositivi di protezione individuale o validare l’immunità al Covid-19 degli individui.

Progetti basati su blockchain in merito sono in fase di sviluppo presso aziende come International Business Machines Corp. (IBM) ed Ernst & Young LLC per aiutare in vari ambiti legati alla pandemia causata dal Coronavirus.

Gli impiegati di queste aziende affermano che la blockchain potrebbe essere un mezzo efficiente per collegare i fornitori di presidi medici ai professionisti del settore sanitario, un collegamento diretto che altrimenti sarebbe molto difficoltoso. La tecnologia potrebbe anche aiutarci nel validare l’immunità di una persona al Covid-19, un dato che le autorità potrebbero utilizzare per coordinare una risposta più efficace alla pandemia.

Tutti questi progetti tuttavia potrebbero andare incontro a problemi qualora i dati che finiscono “in pasto” alla blockchain fossero inaccurati o difficili da verificare, ha dichiarato un analista di Gartner Inc.

“Tutta questa piattaforma è basata sulla velocità” ha detto Mark Treshock, responsabile mondiale per le soluzioni basate su blockchain in ambito health care e life science per IBM.

Treshock dirige Rapid Supplier Connect, un progetto basato su blockchain annunciato giovedì scorso che punta ad aiutare i professionisti del settore medico mettendoli in contatto con fidati (benchè non usuali) fornitori di materiale sanitario, come le tanto agognate mascherine.

Di solito occorrono dalle quattro alle sei settimane per i compratori per validare nuovi venditori o fornitori dopo il primo contatto, ha spiegato. La blockchain può aiutare ad accorciare in maniera “drammatica” i tempi per i medici alla ricerca spasmodica di equipaggiamenti come mascherine, test e respiratori, ha proseguito.

Breve recap per i non iniziati

Meglio conosciuta per le sue affinità con un libro mastro per le criptovalute, la blockchain è un metodo (quasi esclusivamente) decentralizzato per tenere traccia di transazioni tra i partecipanti e non può essere alterata, a meno di non organizzare attacchi molto sofisticati e costosi. Oltre ad essere la spina dorsale delle criptovalute, la blockchain è stata utilizzata in tempi recenti anche per servizi finanziari e retail.

Se le parti sono d’accordo sul fatto che una transazione proposta per l’inserimento nella blockchain appare valida, allora essa verrà validata, addizionata di un time-stamp e aggiunta alla catena in un blocco. I dati, criptati ed immutabili, sono mantenuti aggiornati sui sistemi di tutti i partecipanti.

I fornitori attualmente presenti sulla piattaforma Rapid Supplier Connect includono Project N95, che si occupa di rifornire i medici di dispositivi di protezione individuale, e circa altre 200 aziende che fanno parte della Worldwide Supply Chain Federation. Della federazione fanno parte ad esempio ditte d’abbigliamento che non operano nel settore della sanità ma hanno deciso di produrre mascherine ed altri equipaggiamenti (camici etc.) per i lavoratori della sanità, ha dichiarato Treshock.

L’obiettivo è quello di avere un ventaglio di fornitori fidati mondiale e già inserito sulla piattaforma blockchain in grado di fornire alle organizzazioni del mondo della sanità circa 15 tipologie di equipaggiamenti medici, incluse mascherine, respiratori, macchine per la dialisi e maschere per l’ossigeno. I venditori sono validati dalla Worldwide Supply Chain Federation, Project N95 ed altri.

Questi fornitori hanno creato un profilo sulla blockchain ed hanno caricato documenti societari come informazioni finanziarie, certificati della FDA (Food and Drug Administration) e documenti fiscali. Le strutture ospedaliere possono quindi ricercare sulla piattaforma blockchain i presidi medici di cui hanno bisogno e chiedere informazioni in merito al fornitore, che riceveranno subito una volta che il fornitore abbia accettato di condividerle. Altri venditori possono proporsi sulla piattaforma e verranno verificati utilizzando l’attuale network di identificazione fornitori di IBM, ha spiegato Treshock.

“Si spera che la blockchain aiuterà queste terze parti a fidarsi in maniera reciproca più velocemente, ha aggiunto Treshock, chiarendo che le transazioni in denaro non avverranno sulla blockchain ma in maniera separata tra venditore e compratore.

Una cripto – patente d’immunità

Una dozzina di impiegati di Ernst & Young stanno lavorando poi ad una blockchain in grado di aiutare datori di lavoro, governi, compagnie di trasporto aereo ed altri a tenere traccia di persone che hanno effettuato i test sierologici e potrebbero essere immuni al virus, ha dichiarato Paul Brody, global blockchain leader di Ernst & Young. Il dirigente ha poi promesso che la prima iterazione del progetto debutterà in circa due settimane.

Un ospedale secondo il sistema potrebbe testare un individuo per verificare la presenza di anticorpi sufficienti a garantire che quella persona è stata esposta al virus ed ha sviluppato una certa immunità. L’ospedale creerebbe a questo punto un hash da stoccare sulla blockchain, ovvero un algoritmo matematico che combina i risultati del test dell’individuo con i suoi dati identificativi e codice fiscale, ha dichiarato Brody. L’hash non può essere decriptato ed il certificato digitale di immunità può essere mostrato su richiesta. Questo certificato digitale di immunità sarebbe di proprietà dell’individuo e potrebbe essere mostrato per esempio ad un eventuale datore di lavoro o ufficiale doganale.

“A questo punto avresti la possibilità di mostrare un record verificabile della tua immunità” ha dichiarato Brody.

La blockchain sta venendo utilizzata anche in Cina, per velocizzare i tempi di pagamento delle assicurazioni sanitarie a medici e pazienti, ha dichiarato Avivah Litan, senior analyst specializzato in security e blockchain presso Gartner.

La blockchain può essere vantaggiosa per la resilienza dei dati alla contraffazione e soprattutto nel caso che non vi sia alcun ente centrale in grado di controllarla, ha dichiarato. Tuttavia, i dati immessi nella blockchain potrebbero essere illegali o fraudolenti. Sono necessarie pertanto verifiche stringenti per verificare che non vi siano prodotti contraffatti, come per esempio i test di immunità, sulla blockchain, ha aggiunto.

“Potresti ritrovarti a mischiare dati fasulli in un sistema affidabile, e non ci sarebbe niente di peggio”.

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