Il gruppo Pd alla Camera presenta un’interrogazione sul Bitcoin.

I deputati Luigi Bobba e Michele Anzaldi del Pd hanno presentato il 31 gennaio scorso un’interrogazione a risposta in commissione sul tema Bitcon e crittovalute. Di oggi è la comunicazione sul sito online del gruppo parlamentare del Pd alla Camera.

Il comunicato inizia con un titolo inequivocabile: “Bitcoin. Pd, regolarne l’uso e monitorare le transazioni” e prosegue con la frase “Possibile attività di riciclaggio della criminalità”.

L'on. del Pd Luigi Bobba
L’on. del Pd Luigi Bobba

Nel comunicato si legge: “Chiediamo al ministro Saccomanni di regolare quanto prima l’uso in Italia della moneta elettronica Bitcoin, anche al fine di proteggere gli utilizzatori più giovani. È anche necessario mettere in atto un sistema di monitoraggio delle transazioni che avvengono con questa moneta virtuale, al fine di evitare che possano verificarsi eventuali truffe a danno dei consumatori”.

“Il Bitcoin – prosegue Bobba – è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Anche in Italia, l’utilizzo delle bitcoin pare molto esteso al punto che ‘Il Salone Boschetto’ di Cavalese, nato nel 1870 e ora alla quinta generazione, è il primo esercizio commerciale trentino ad adottare questo tipo di pagamento. I bitcoin erano nati come sorta di moneta di scambio in Internet, relegati a un mercato nero, e non sono del tutto sopiti i dubbi che la malavita ne faccia uso. È di pochi giorni fa il monito del Pg di Roma, Luigi Ciampoli, che in apertura dell’anno giudiziario ha posto l’accento sulle ‘numerose attività di riciclaggio e di conseguente finanziamento di attività che sfruttano sapientemente il settore informatico’. Inoltre, da quanto si apprende da fonti di stampa il vice presidente della Bitcoin Foundation sarebbe stato accusato dai procuratori federali degli Stati Uniti di cospirazione per riciclaggio di più di un milione di dollari in moneta virtuale”.

Qui il link all’interrogazione presentata alla Camera, su cui il ministro Saccomanni è chiamato ad esprimersi.

Dalle parole del deputato Bobba nell’interrogazione appaiono chiare diverse cose:

1)      l’ignoranza dell’oggetto di cui parla;

2)      la visione distorta del Bitcoin unicamente come di un mezzo attraverso cui riciclare denaro sporco;

3)      la confusione tra i bitcoin e le “numerose attività di riciclaggio e di conseguente finanziamento di attività che sfruttano sapientemente il settore informatico” (attività svolte grazie ai comuni metodi di pagamento elettronico incluse le carte di credito e non attraverso i bitcoin);

4)      l’inadeguatezza delle fonti utilizzate per informarsi sul tema (Wikipedia, il Sole 24 Ore, Repubblica);

5)      l’assenza di interesse verso chi in Italia già usa i bitcoin in maniera assolutamente legale e trasparente (rappresentati in maniera formale dalla Bitcoin Foundation Italia);

6)      la totale assenza di interesse verso lo sviluppo e le potenzialità tecnologiche ed occupazionali del protocollo Bitcoin e dei bitcoin in Italia.

Fortunatamente la Bitcoin Foundation Italia si sta già muovendo in accordo con l’on. Di Sel Sergio Boccadutri (che per primo aveva posto il problema della regolamentazione del Bitcoin in Italia in collaborazione con l’associazione Cashlessway) per arrivare ad un testo di legge condiviso che elimini l’incertezza legislativa ma non penalizzi un settore, quello dei bitcoin, che può fare più bene che male all’economia italiana se implementato a dovere con un’ottica “illuminata” (come insegnano il caso tedesco e canadese).  

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