Due leggi in discussione permetterebbero al governo USA di utilizzare la blockchain

La Camera dei Rappresentanti sta studiando due provvedimenti che permetterebbero alle agenzie federali di considerare l’uso di tecnologie legate alla blockchain. Non di utilizzarla direttamente ma di considerarne l’uso.

La blockchain, come ben saprà il lettore affezionato, rientra nella definizione di tecnologia di libro mastro mastro distribuito o distributed ledger technology. Tra le altre cose potrebbe essere utile nella risposta al COVID-19, caratterizzata fino ad oggi da ritardi e perdita di vite umane.

Cosa dicono le due leggi?

Una è stata proposta e sostenuta dal Repubblicano Austin Scott (R-GA). Si applicherebbe alla Securities Exchange Commission (SEC). L’altra legge, proposta dal Repubblicano Collin C. Peterson (D-MN), concerne la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Le leggi alleggerirebbero la regolamentazione e permetterebbero di portare avanti uno studio esaustivo di due anni su modelli di blockchain sviluppati da terze parti in qualità di precursori di una eventuale adozione da parte del governo. L’applicazione prevista sarebbe creare un libro mastro non falsificabile di transazioni di titoli che la SEC e la CFTC potrebbero consultare nel caso di crimini di natura finanziaria.

Perché gli Stati Uniti sono stati così lenti nell’adozione della blockchain?

Entrambe le leggi citate sono una risposta alla legge proposta precedentemente dal Repubblicano Brett Guthrie (R-KY) intitolata Advancing Blockchain Act.

Se l’adozione della blockchain fosse una gara gli Stati Uniti sarebbero molto indietro. Paesi come la Svezia, gli Emirati Arabi ed il Giappone sono molto più avanti nel processo di adozione da parte del governo della blockchain, ma il Paese che preoccupava di più il Repubblicano Guthrie era, prevedibilmente, la Cina. Quest’ultima è infatti il Paese più aggressivo nell’adozione di questa tecnologia.

Nonostante la spinta per rispondere alla Cina, il disegno di legge si incagliò a causa di una regola riguardante i doni, che proibisce alle agenzie federali di accettare beni e servizi gratuiti. Le normative vigenti considerano l’accettare doni da parte delle agenzie come un’espansione non autorizzata della loro possibilità di appropriazione finanziaria.

In altre parole, il problema che blocca l’adozione della blockchain da parte del governo USA, mentre la Cina è avanti anni luce, è che la blockchain è gratis.

Le leggi a firma dei Repubblicani Scott e Peterson propongono pertanto un’eccezione da queste regole che permetta che le tecnologie gratuite siano oggetto di gare d’appalto.

Applicazioni della Blockchain nell’era del Covid.

Qualora il governo riuscisse a far partire questo programma, le implicazioni andrebbero ben oltre la prevenzione di crimini finanziari. Il Coronavirus dimostra come il mondo dovrebbe adottare la blockchain più in fretta, non più lentamente.

Il settore sanitario non è fermo infatti su questo fronte. Secondo Healthcare Weekly il 40% dei dirigenti del settore considerano l’adozione della blockchain tra le 5 maggiori priorità, con una spesa delle aziende in questo campo attesa tra i 100 ed i 150 miliardi di dollari entro il 2025.

Secondo Digital Authority Partners, i benefici della blockchain per l’industria sanitaria includono:

Migliorare la supply chain farmaceutica. Accoppiare trial clinici agli appropriati pazienti test. Sistematizzare il carico di tener traccia di enormi quantità di dati legati ai trial clinici. Gestire il consenso dei pazienti mediante smart contract estremamente stringenti.

Con le aziende farmaceutiche al lavoro 24h al giorno per produrre cure e vaccini per risolvere la pandemia di Covid-19, bloccare l’adozione della blockchain appare estremamente controproducente. Ecco perché potrebbe essere il momento giusto per gli USA per cambiare strada e recuperare il tempo perduto.

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