Il bitcoin torna a galoppare.

Il 2014 inizia molto bene per la crittovaluta di Satoshi Nakamoto. L’interesse (concreto) di Zynga (la software house che ha creato FarmVille per capirsi), l’interesse di sviluppatori ed investitori, la diffusione dei bitcoin ATM in ogni parte del globo e le sempre più numerose parole di apprezzamento di esponenti del mondo della finanza riportano il bitcoin sopra quota 1000 $.

Premessa: Il bitcoin è tornato a correre nonostante Cina ed India si siano parzialmente messe di traverso riguardo l’adozione della crittovaluta da parte delle imprese. Molti nella comunità bitcoin hanno commentato questo fatto con l’espressione “the genie is out of the bottle” (il genio è uscito dalla bottiglia) o con la metafora di un mucchietto di zucchero messo vicino ad un formicaio. Infatti per quanti ostacoli si possano mettere tra i due, una volta che le formiche avranno trovato lo zucchero niente impedirà loro di raggiungerlo. Queste metafore sono perfette per spiegare come governi e banche non possano fermare il progresso portato dalle crittovalute, a meno che non usino la forza. In Cina per esempio è stato vietato alle imprese di usare i bitcoin. Ora abbiamo un sito di exchange (Huobi) che si basa sul conto bancario privato del proprio CEO. In attesa di aggirare del tutto i divieti facendo passare il denaro per altre strade (Hong Kong?). E’ una strada tortuosa? Sì ma le formichine cinesi la percorreranno lo stesso pur di arrivare ai dolci bitcoin. Nel campo si parla ormai di “evoluzione per aggressione”, pretty cool stuff.

Finito lo sproloquio, le note positive. Zynga, la società che ha sviluppato FarmVille, CastleVille, ChefVille, CoasterVille, Hidden Chronicles, Hidden Shadows e CityVille accetta bitcoin per gli acquisti in-game. La cosa sembra una sciocchezzuola ma con i propri 265 milioni di utenti attivi ogni mese (all’inizio di gennaio 2013) fidatevi, non lo é. Anche perché stiamo parlando di uno dei colossi del gioco online all’interno di facebook (ci sono già rumors riguardo il fatto che facebook possa implementarli a sua volta, e allora sì che ne vedremmo delle belle). Tuttavia il trucco c’è e si vede: Zynga accetta bitcoin attraverso BitPay, una startup (ormai consolidata) che permette a qualunque azienda di accettare bitcoin come pagamento, ma ricevere (volendo) dollari passando attraverso di essa. Una sorta di novella PayPal insomma. Quando Zynga pubblicherà i primi dati riguardo i risparmi ottenuti (in ottica costi di transazione) sui pagamenti in bitcoin aspettatevi un assalto alla diligenza.

Positive news n.2. Wall Street comincia ad assumere gente che sappia qualcosa riguardo i bitcoin. Un fondo speculativo di San Francisco ricerca infatti uno “junior trader to assist with bitcoin trading, general fund operations, and reporting”. Anche qui, l’utilizzo con obiettivi speculativi del bitcoin non è certo il loro scopo principale, ma è un indicatore di come chi è abituato a gestire il denaro per mestiere stia cominciando a fiutare l’affare. Idem dicasi per l’agenzia immobiliare “Bond New York” di Manhattan che accetta bitcoin come pagamento. E sembrerà impossibile, ma anche in Italia qualcosa si muove: è infatti programmato per il prossimo 23 gennaio un masterclass sui bitcoin organizzato dall’associazione CashlessWay, purtroppo a numero chiuso. Visto il costo del biglietto ed i partner dell’evento, è lecito aspettarsi che parteciperanno solo persone molto interessate e molto disposte ad investirci somme non indifferenti.

Notizia numero 3: i bitcoin ATM (macchine che permettono di comprare bitcoin inserendo banconote) si stanno diffondendo in tutto il mondo. Dopo gli apripista installati in Canada, Svezia e Finlandia, Lamassu e Robocoin stanno pian piano espandendo il proprio target. La prima, che produce macchine che possono solo “erogare” bitcoin, ha annunciato di aver già venduto il centesimo esemplare, la seconda, le cui macchine permettono sia lo scambio contanti-bitcoin, sia il viceversa, ha annunciato di essere in procinto di spedire una propria macchina ad Hong Kong dopo che il “Financial Supervisory Committee” (FSC) ha vietato lo sbarco del dispositivo a Taiwan. La diffusione di queste macchine, per quanto non cambi di molto le abitudini degli aficionados del bitcoin, ormai avvezzi alla comodità di “comprarli” e “venderli” sul web, può senza dubbio allargare il bacino di utenza anche a chi vuole avere una controparte fisica con cui interfacciarsi durante l’acquisto. De gustibus…

Infine, ecco un grafico che mostra il numero di progetti presenti su GitHub (uno dei principali siti che raccolgono progetti di software su scala globale) riguardanti i bitcoin, confrontati con quelli riguardanti PayPal e Stripe.

Numero di progetti su GitHub riguardanti i bitcoin contro PayPal e Stripe. Fonte: www.bitcoinpulse.com
Numero di progetti su GitHub riguardanti i bitcoin contro PayPal e Stripe. Fonte: www.bitcoinpulse.com

I dati mostrano come l’interesse per i bitcoin (il numero di progetti che li riguardano), sia cresciuto del 17,8% nel mese di novembre, contro il 4,4% per PayPal ed il 6,3% di Stripe. Se diamo per buono che un crescente interesse da parte degli sviluppatori indichi un possibile trend nell’adozione delle nuove tecnologie, beh, il 2014 ci porterà senza dubbio notizie incoraggianti. Idem se guardiamo come stanno andando le campagne di finanziamento di startup (ed imprese già consolidate) che lavorano coi bitcoin. Per esempio Coinbase recentemente ha ricevuto un finanziamento di ben 25 milioni di dollari, BitPay 2,7 milioni e la lista potrebbe continuare.

Insomma, il 2014 è iniziato col piede giusto, ed il valore del bitcoin, cresciuto di circa 200 euro nel corso dell’ultima settimana, potrebbe esserne un riflesso (oppure potrebbe essere solo speculazione senza basi, cosa di cui però personalmente dubito). Ad ognuno le proprie conclusioni.

Autore: Leonardo Brentegani

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