Cosa sono i security token?

Durante il 2018, il modello delle Initial Coin Offerings (ICO), stava lentamente ma inesorabilmente collassando. All’epoca si parlava molto di Security Token Offerings (STO). Ora che MERJ, lo stock exchange ufficiale della Repubblica delle Seychelles, ha iniziato ad offrirli ad investitori americani e prossimamente, con la collaborazione di Globacap, a britannici ed europei, vale forse la pena capirne di più.

Come detto, MERJ è la borsa valori ufficiale delle Seychelles. Nel maggio scorso, l’exchange ha ottenuto il via libera dagli enti regolatori per operare come exchange di security token.

Qualche mese dopo, lo scorso agosto, l’exchange ha annunciato il primo security token offerto su una borsa valori nazionale.

Ora, MERJ sta facendo squadra con Globacap per offrire asset tokenizzati a investitori residenti nel Regno Unito e nell’Unione Europea.

Nel giugno di quest’anno, Globacap ha terminato con successo l’iter di approvazione dell’UK Financial Conduct Authority (FCA), diventando di fatto la prima piattaforma regolamentata ad offrire security token.

Globacap ora ha creato una blockchain pubblica che risponde alle leggi ed alle esigenze del Regno Unito, e non è difficile immaginare che allargherà presto, con MERJ, la propria offerta anche al mercato europeo.

Ma cos’è un security token?

Riprendendo il declino delle ICO, possiamo partire analizzando i problemi che queste presentano. In particolare, non c’è una relazione precisa tra il valore dei token emessi e lo stato di salute dell’azienda che lo propone.

Ecco quindi che i security token rispondono a questo problema.

Nel mondo reale le cosiddette “securities” corrispondono a:

  1. Un’azione posseduta di una s.p.a. (stock);
  2. Un titolo di credito nei confronti di un ente governativo (bond);
  3. Un diritto di proprietà (option);

un security token è una forma digitale, per così dire “tokenizzata”, di queste securities tradizionali.

A seguito delle disavventure della DAO tra 2016 e 2017 la SEC intervenne concludendo che i token emessi sulla blockchain Ethereum erano securities. Da lì il percorso che ha portato alla regolamentazione dei security token.

Vantaggi dei security tokens

La regolamentazione rende più semplice il funzionamento di un’organizzazione in una determinata area geografica. Oltre a garantire una certa responsabilità da parte di chi li emette essi hanno anche altri vantaggi:

  • efficientano la finanza tradizionale: gli smart contract riducono la complessità, i costi e la burocrazia della finanza tradizionale;
  • velocizzano i processi: rimuovendo gli intermediari, i security token garantiscono tempi di processo inferiori;
  • esposizione al libero mercato: gli investimenti tradizionali sono molto localizzati. L’esposizione al libero mercato consente una valutazione più attenta degli asset. Ad esempio, un investitore olandese potrebbe facilmente effettuare investimenti immobiliari a New York con pochi clic del mouse;
  • Mancanza di manipolazioni istituzionali: dal momento che il numero di intermediari è molto ridotto, le possibilità di corruzione e manipolazione da parte di istituzioni finanziarie sono anch’esse molto inferiori;
  • Compliance automatizzata: dal momento che i security token sono programmabili, tutto l’aspetto della compliance alle normative vigenti può essere direttamente programmato nel token;
  • Liquidazione facilitata: il mercato secondario dei security token avviene semplicemente su piattaforme di trading dotate di apposita licenza. Questo rende molto semplice liquidare i propri security token da investitori;
  • Mercato aperto 24/7: i security token possono essere scambiati 24/7, il che elimina le inefficienze date dalle chiusure giornaliere dei mercati;
  • Interoperabilità degli asset: ciò significa che gli investitori possono possedere indifferentemente quote di edifici, equity, titoli di stato e un network decenteralizzato tutto all’interno di una singola piattaforma;
  • Diritti di voto e governance: nel futuro i diritti di voto e governance basati su security token potrebbero diventare un metodo efficace di incentivare il possesso e stabilizzare i prezzi per via finanziaria.

L’ecosistema dei security token

Un’entità che decida di emettere security token deve forzatamente lavorare con numerose altre entità, incluse alcune di natura legale, di intermediazione etc.

Tra queste possiamo includere:

  • Piattaforme di emissione dei security token;
  • Exchange di security token;
  • Società di intermediazione;
  • Provider di servizi di compliance;
  • Provider di servizi legali;
  • Provider di servizi di custodia.

Per fare qualche esempio seguiamo la scelta di altcoinbuzz, che ha scelto questi 5 security token tra tutti:

Concludendo…

I security token rappresentano senz’altro una novità importante nel settore del Fintech, a maggior ragione in seguito all’apertura agli investitori permessa da MERJ e Globalcap.

Sarà una rivoluzione o sarà un fuoco di paglia? Ai proverbiali posteri l’ardua sentenza.

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