Usare Bitcoin senza internet: è possibile?

Di fronte ai numerosi casi di governi che “tagliano” internet ai loro stessi cittadini c’è da chiedersi se Bitcoin possa funzionare anche senza il caro vecchio WWW.

Ieri Internet è tornato (filtrato e a singhiozzo) per i cittadini dell’Iran. Da una settimana il governo aveva impedito loro di connettersi, per evitare che le proteste nate il 15 Novembre per l’aumento del prezzo dei carburanti si organizzassero e diventassero qualcosa di più.

Prima era accaduto in Egitto, durante le primavere arabe, mentre in Cina e in Russia si stanno sviluppando intranet censurati dal governo e pronti ad essere staccati ad un segnale. In Corea del Nord.. insomma, senza continuare con gli esempi è chiaro che la rete globale non è più globale, né scontata.

Di fronte a queste sfide epocali, la comunità ribelle per nascita dei bitcoiners da tempo sta cercando una soluzione.

Più provider? E se poi sono costretti a passare tutti da un interruttore governativo?

Internet con i satelliti? E se poi Elon diventa un asset degli USA? E se fosse un rettiliano?

Scherzi a parte, il problema è reale. Se Bitcoin vuole proporsi come valuta globale e anti-censura deve necessariamente trovare il modo di essere scambiato anche in caso di black out dell’internetto.

Le soluzioni ad oggi percorse sono:

  • Bitcoin via SMS
  • Bitcoin via radio DVB-T
  • Bitcoin via radio WSPR/FT8
  • Bitcoin via mesh network
  • Bitcoin via satellite
  • Bitcoin via LoraWan
  • Bitcoin via sneakernet

Bitcoin via SMS

Purtroppo inviare bitcoin via SMS richiede di affidarsi ad un wallet di terzi. Attualmente le compagnie che offrono il servizio attraverso i loro software sono:

Questa strada era stata battuta anche da Kipochi e 37 coins, prima che chiudessero.

Certo, in un’ottica di chiusura di internet, affidarsi agli SMS sembra un po’ fragilina come soluzione, ma in luoghi dove internet non è ancora arrivato, come gran parte dell’Africa, questa può essere (ed è) un’ottima possibilità per scambiare denaro.

Bitcoin via radio DVB-T

Si tratta di un progetto portato avanti in Finlandia dal team di Kryptoradio. Non è chiaro a quali risultati siano effettivamente arrivati, ma la tecnologia consiste nel trasmettere blocchi e transazioni bitcoin attraverso le frequenze DVB-T, per gli amici il digitale terrestre.

Anche qui, a fronte di un governo ostile che blocchi internet, è improbabile che lasci usare agli attivisti le frequenze del digitale terrestre nazionale. Comunque, vale la pena sapere che ci si sta lavorando su GitHub.

Bitcoin via radio WSPR/FT8

Questo esperimento ha avuto inizio l’11 febbraio scorso quando lo sviluppatore Rodolfo Novak ha chiesto su twitter chi avrebbe voluto ricevere Bitcoin utilizzando la banda radio-amatoriale WSPR/FT8. Un candidato ha risposto al commento utilizzando un SDR e un’antenna. Utilizzando quindi l’applicazione JS8Call, Novak ha inviato una transazione bitcoin da Toronto, in Canada, al Michigan, negli Stati Uniti.

Per ora si tratta più che altro di una dimostrazione di fattibilità, percorribile solo a patto di essere, oltre che bitcoiners, appassionati radioamatori. Tuttavia, il successo dell’iniziativa non è da sottovalutare.

Bitcoin via mesh network

Un’altra strada per inviare Bitcoin senza una connessione internet o rete mobile è attraverso un device chiamato TxTenna. Per quanto la transazione non funzioni del tutto offline, questa modalità offre una strada sicura per inviare bitcoin offline. Gli utenti devono affidarsi al goTenna mesh network ed al Samourai Wallet. I nodi della rete mesh ricevono la transazione fintantochè non viene trovata una connessione internet TxTenna. Questo è il momento in cui la transazione viene inviata al Bitcoin network.

Bitcoin via satellite

Nel caso non lo sappiate, la compagnia Blockstream ha lanciato una serie di satelliti in orbita per permettere a chiunque di utilizzare il Bitcoin network, anche in assenza di connessione internet. Per poterlo utilizzare è sufficiente un’antenna satellitare (anche per uso televisivo), qualche componente low cost ed un computer.

Ad oggi il sistema copre circa i 2/3 della superficie terrestre, e per poterla utilizzare esistono software open source che sfruttano la Satellite API messa a disposizione dalla stessa Blockstream.

Per saperne di più vi lascio un link al blog hackernoon che tratta l’argomento più a fondo.

Bitcoin via LoraWan

Su GitHub qualcosa si sta muovendo anche lato LoraWan, un network nato per comunicazioni wireless in campo IoT su lunghe distanze. Per più curiosi ecco il link del tweet in merito di Valerio Vaccaro, lo sviluppatore che si sta occupando del progetto.

Bitcoin via sneakernet

Poniamo il fatto che vogliamo trasmettere i nostri bitcoin ad un familiare in un altro stato, ma internet nel nostro Paese sia offline. E’ possibile creare una transazione sul proprio wallet di fiducia (es. Electrum) “firmata” con la propria chiave privata. Questa transazione può essere esportata in un file .txn, che potrà essere salvato su supporto digitale (chiave USB, CD etc.), spedito via posta o portato fisicamente in una zona dotata di connessione internet, dove la transazione potrà essere caricata da un altro wallet ed inviata al network Bitcoin. Paura che la chiavetta venga sequestrata? E’ possibile tradurre la transazione in un QR Code stampato su un pezzo di carta cucito nella fodera di una giacca, o nasconderla in un’immagine mediante steganografia. Il limite è la fantasia.

Dovremmo aver elencato tutti i modi possibili per spendere i nostri amati bitcoin senza l’aiuto di una connessione internet, ma non si sa mai, per cui se ne conoscete qualche altro vi invito a lasciarlo nei commenti per aiutare potenziali altri bitcoiners in difficoltà.

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