Cos’è MakerDAO e perché è sulla bocca di tutti?

 

MakerDAO è il protocollo alla base della stable coin DAI, una criptovaluta che mantiene un valore 1:1 con il dollaro statunitense. Pensa a 1 DAI come fosse 1 $. Ciò che rende unico il sistema è che ogni DAI ha come collaterale Ether anziché una terza parte che sostiene di possedere il necessario collaterale. Poiché il valore di Ether è volatile MakerDAO mette in campo tutta una serie di raffinate accortezze per poter mantenere il rapporto di 1 DAI = 1 $.

Il progetto è nato nel 2015 e non ha lanciato alcuna ICO, scegliendo invece di vendere privatamente token MKR per finanziare lo sviluppo nel corso del tempo. La stable coin di MakerDAO venne lanciata all’inizio del 2018 ed ha guadagnato molto seguito da allora.

Perché serve DAI?

Aver a che fare con la volatilità tipica delle cripto è fastidioso. Come molti sanno in ambito blockchain, DAI non è la prima stable coin. Tra i predecessori citiamo Tether, TrueUSD e alcuni altri. Tuttavia il rischio di tutti questi progetti è che il soggetto che detiene i dollari “reali” può rifiutarsi di “ritirare” le stable coin in cambio di dollari per qualsiasi ragione normativa. Questo va contro l’ethos delle crypto, ovvero essere permissionless. Inoltre dobbiamo fidarci che il “custode terzo” mantenga sul serio il corretto ammontare di dollari e non crei inflazione artificiale.

Chi lo usa?

DAI è probabilmente il progetto di maggiore successo costruito su Ethereum ad oggi e vede da tempo una crescita costante di circa il 20% di mese in mese in termini di creazione di DAI, con circa il 70% degli utenti che spendono i propri DAI nel momento in cui li acquisiscono. Questo a segnalare che i DAI “acquistati” vengono usati più che tenuti a fini speculativi.

Come funziona?

In maniera abbastanza basica, prima del 18 Novembre il sistema funzionava così:

  • L’utente deposita/invia Ether allo smart contract di Maker, creando una Posizione di Debito Collateralizzato (CDP – Collateralised Debt Position).
  • Diciamo che l’utente abbia depositato 1 ETH (del valore di 100$), questo gli permetterà di ottenere circa 40 DAI (assumendo un tasso di collateralizzazione del 150%, ovvero 100$/1.50) per i suoi 100$. Tuttavia, se il valore di Ether scendesse sotto i 100$, il CDP dell’utente in questione verrebbe chiuso forzatamente. Per impedire che ciò accada bisognerebbe inserire nell’equazione più Ether o ritirare meno DAI. Questo accade per assicurare che vi sia sempre abbastanza capitale nel sistema per garantire il valore ritirato.
  • Per avere indietro i propri Ether, è necessario pagare ciò che si è ritirato aggiungendo una fee relativamente piccola.

Ecco qualche semplice esempio di come potrebbe presentarsi il ciclo di vita di un CDP assumendo che il valore di Ethereum sia 150$ e si depositi 1 ETH a questo prezzo:

  • L’utente decide di prelevare 50 DAI il che significa che il suo CDP è collateralizzato al 300%. Finchè il valore di Ethereum non scende sotto i 75$ (50 * 150%) la posizione sarà al sicuro. Dopo un anno decide di depositare nuovamente i 50 DAI e ritirare gli Ether ceduti al sistema. Chiudendo la posizione o effettuando altre operazioni sul CDP sarà necessario pagare l’annual stability fee (9% al momento della stesura di questo articolo);
  • L’utente decide di ritirare 100 DAI il che vuol dire che il CDP è collateralizzato al 150%. Il prezzo di Ethereum scende a 100$, quindi il CDP è sotto-collateralizzato di 50$ (100$*1,5=150$<100$). Una terza parte si rende conto che l’utente non ha abbastanza collaterale e liquida il CDP al suo posto. Ecco che la posizione viene liquidata con una penalizzazione. Ovviamente queste terze parti hanno molti modi per trarre un profitto dalla liquidazione della sua posizione;
  • L’utente decide di ritirare 75 DAI, il che significa che il CDP è collateralizzato al 200%. Il prezzo di Ethereum sale a 300$ per l’avvio di un mercato rialziasta. Il CDP risulta ora collateralizzato al 400%. Dal momento che l’utente è positivo sul fatto che Ethereum si apprezzerà ulteriormente, potrà ora ritirare ulteriori 100 DAI riportando il tasso di collateralizzazione del CDP al 175%.

Con l’ultimo aggiornamento del sistema le cose sono cambiate, e si è passati dai CDP ai Vault, ma lo vedremo nel seguito dell’articolo.

Chi controlla il sistema?

All’interno dell’ecosistema MakerDAO, il token nativo MKR permette ai possessori di influenzare alcuni aspetti del protocollo, come:

  • La tariffa da pagare per il “prestito” di DAI (stability fee);
  • Quanto collaterale deve garantire ogni CDP (tasso di collateralizzazione);
  • Chiusura del protocollo nel caso di un flash crash del valore di Ether o qualsiasi altra situazione imprevista (chiusura di emergenza);
  • Il Dai Savings Rate, che introdurremo nel seguito dell’articolo.

Un’importante informazione che non abbiamo ancora introdotto è il fatto che quando viene pagata la stability fee, un ammontare equivalente in dollari di MKR viene comprato e tolto dal mercato per pagare questa stability fee. Questo significa che MKR è una valuta in costante deflazione.

Di base MakerDAO è come un istituto di credito che concede prestiti con un certo tasso d’interesse. Se il tasso d’interesse (stability fee) è basso, gli utenti sono incentivati a chiedere più prestiti (bloccando nel sistema più ETH). Se il tasso d’interesse è alto, il costo del capitale è alto rendendo il tutto meno attrattivo (incentivando così la chiusura dei CDP). Per molto tempo DAI è stato scambiato sui mercati costantemente al di sotto di 1$. Una grande ragione di ciò è che esiste una forte pressione per i possessori di DAI nel venderli. I DAI possono essere generati solo aprendo CDP. Per riportare il tasso di scambio al target voluto, i possessori di MKR hanno votato per aumentare la stability fee al 9% attuale, nella speranza che ciò riduca gli incentivi ad aprire CDP (e chiudere i CDP esistenti) per aumentare la pressione in acquisto.

Il 18 Novembre scorso è stato introdotto il DAI Savings Rate, che permette ai possessori di DAI di bloccare i propri DAI e guadagnare un interesse. L’interesse è finanziato dalla stability fee che al momento serve per comprare e “bruciare” MKR.

Ma cosa succede nel caso nel sistema MakerDAO non ci sia sufficiente collaterale per mantenere il valore di DAI (flash crash di Ether)? In quel caso vengono emessi ulteriori MKR e venduti sul mercato per rimborsare i possessori di ETH e DAI. Ecco perché i possessori di MKR non vogliono fissare il tasso di collateralizzazione troppo basso, in quanto essi sono i compratori designati in caso di emergenza. Non vogliono però allo stesso tempo fissarlo troppo alto, in quanto ciò aumenterebbe il costo del capitale per i compratori.

Feedback loop positivo di ETH

Un tipo di comportamento che non può del tutto essere confermato ma che si può speculare avvenisse è che i possessori di CDP potessero investire ulteriormente sulle proprie posizioni (andassero “long” su ETH).

In sintesi la sequenza poteva essere questa:

  • L’utente apre un CDP con tasso di collateralizzazione del 200%;
  • Attende che ETH aumenti di valore;
  • Ritira ulteriori DAI dal proprio CDP (cosa possibile in quanto non riduce il tasso di collateralizzazione);
  • Compra ulteriori ETH con i DAI appena creati;
  • Aggiunge gli ETH al CDP per salvaguardarlo da eventuali riduzioni del valore di ETH;

Benchè tutto ciò appaia abbastanza inoffensivo, se un domani ETH fosse aumentato a 500$ dal suo attuale valore di 150$, il tasso di collateralizzazione di 250% (in media) sarebbe diventato il 75900%. Basandosi sui numeri attuali significa che 150M di DAI avrebbero potuto essere creati causando una significativa pressione all’acquisto di Ether portando ad un feedback loop positivo.

Per porre un freno a tutto ciò come detto il 18 Novembre scorso è stato introdotto il DAI multi-collaterale.

DAI multi-collaterale (MCD)

Ad oggi l’esperimento di MakerDAO appare come un successo nella comunità ed è in costante crescita. Tuttavia una grande limitazione consisteva nel fatto di poter usare solo Ether per collateralizzare il proprio CDP. Con l’introduzione di DAI multi-collaterale, avvenuta lo scorso 18 Novembre, è possibile utilizzare qualsiasi token ERC20 per garantire il proprio CDP.

Si è partiti con altri token ERC20 della blockchain di Ethereum (in primis BAT, di cui potete leggere qui). Si ritiene che in un tempo ancora indefinito si arriverà ad utilizzare anche asset del mondo reale in forma tokenizzata, come ad esempio immobili oppure obbligazioni, azioni, ecc.

L’aggiunta di nuovi asset è, in ogni caso, sottoposta al vaglio della governance di Maker DAO (l’organizzazione autonoma decentralizzata alla base di Dai), che deve attentamente valutate la presenza di appropriati parametri di rischio.

Tutto bellissimo, ma bisogna stare attenti

Usare asset custoditi da terze parti potrebbe risutare in CDP sotto-collateralizzati nel caso che chi li garantisce venga costretto a bloccare i propri conti. Un esempio potrebbe essere le autorità che costringano BitGo ad inserire i Bitcoin wrapped provenienti da indirizzi MakerDAO in una blacklist. Ciò significa che il valore dei Bitcoin che garantirebbero il CDP sarebbe nullo.

Dal momento che Ethereum non è più l’unico asset all’interno del collaterale, ciò significa che qualsiasi feedback loop positivo riguardante il prezzo di ETH non può più essere realizzato, in quanto ci sono meno ETH per contribuirvi attivamente.

Dai Saving Rate

Con il passaggio al MCD viene introdotto anche un nuovo strumento, chiamato Dai Saving Rate (DSR). Il Dai Saving Rate è un ulteriore espediente di stabilizzazione del prezzo di DAI, in aggiunta alla stability fee. Il DSR, in particolare, consente ai detentori di DAI di guadagnare un interesse. Come? Vincolando i propri DAI in un apposito smart contract.

L’interesse è variabile, essendo adeguato di volta in volta dalla governance di Maker DAO. Il tasso viene aumentato quando il prezzo di DAI sul mercato tende ad essere inferiore a 1 dollaro. Elevando l’interesse si incentivano i detentori di DAI a vincolarli nel DSR, in modo da stimolare la domanda di DAI sul mercato e avere un effetto di crescita del prezzo. Per lo scenario inverso vale la medesima logica.

Se il prezzo di mercato di DAI è superiore a 1 dollaro, l’interesse viene diminuito. Questa azione disincentiva la domanda di DAI, causando la riduzione del prezzo di mercato di DAI verso il suo target price di 1 dollaro. Il Dai Saving Rate è un parametro globale che deve essere modificato di frequente per far fronte ai cambiamenti di breve termine delle condizioni di mercato.

Questo strumento non rientra nella governance del rischio, che è un processo a lungo termine che prevede la fissazione della stability fee e di altri parametri di rischio per ogni specifico asset che funge da collaterale.

Dalla CDP ai Vault

Con il lancio del MCD si può dire anche addio al termine CDP. La locuzione “Vault” prende il posto di CDP.

Nel MCD il Vault è il posto in cui un utente deposita del collaterale e genera DAI. Ogni asset depositato come collaterale avrà il proprio Vault (ad es. Valut ETH e Vault BAT). Gli utenti non devono fare altro che ricordare che sin dal lancio del MCD, anziché vincolare collaterale in una CDP, si deposita la garanzia in un Vault.

Considerazioni finali

DeFi, servizi di finanza decentralizzata, Blockchain, MakerDAO, si tratta di argomenti nuovi per ora lontani dal Mainstream ancor più che Bitcoin. Ma proprio per questo vale la pena approfondirne il funzionamento.

Quale sarà l’uso che ne verrà fatto? Funzioneranno? Quale sarà la reazione di Governi e Istituzioni? Tutte domande cui solo il tempo potrà dare risposta.

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