Criptovalute e Ico: La Consob richiede un documento informativo

In occasione del workshop “Cripto-attività: verso la definizione di un regime normativo nazionale” organizzato da Assosim il 7 febbraio scorso sono stati presentati gli esiti del rapporto finale sul tema delle offerte iniziali e degli scambi di cripto attività pubblicato da Consob il 2 gennaio.

L’Autorità chiede ai promotori delle Ico (Initial Coin Offering, le raccolte di fondi per criptovalute) di predisporre un documento informativo, chiamato White Paper, nel quale riportare tutta una serie di informazioni sulle caratteristiche della criptovaluta emessa tra le quali assume particolare rilevanza l’indicazione dell’exchange ovvero della piattaforma attraverso la quale e sulla quale le criptovalute verranno scambiate.

I gestori di queste piattaforme (cosiddetti exchanger) dovranno inoltre verificare la rispondenza delle criptovalute agli standard di sicurezza informatica definiti dalla Agenzia digitale italiana. Consob auspica anche l’intervento dei cosiddetti “Sponsor tecnologici” ovvero di soggetti che possono agire da garanti per l’adeguatezza della tecnologia utilizzata per la creazione e lo scambio delle cripto-attività.

A conferma della particolare attenzione che Consob riserva a questi nuovi asset vi è la previsione dell’obbligo di applicare le norme da essa definita per le Ico a prescindere dal valore dell’emissione. Per tutte le Ico si prevede quindi l’obbligo di fare un White Paper.

I possibili gestori delle piattaforme individuati dalla Consob sono:

  • gestori delle sedi di negoziazione già esistenti;
  • gestori di portali di crowdfunding;
  • soggetti che gestiranno una piattaforma per le criptoattività;
  • ulteriori soggetti che rispettino i requisiti di carattere soggettivo definiti da Consob.

La nuova regolamentazione che Consob si appresta ad emanare costituisce un importante tassello verso la definizione di un regime normativo nazionale sulle criptovalute che si aggiunge a quello costituito dal decreto legislativo 125/2019 con il quale l’Italia, recependo la quinta direttiva antiriciclaggio, ha esteso gli adempimenti antiriclaggio anche ai soggetti che svolgono attività di conservazione e scambio di criptovalute.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *