Quanto varrà in futuro un bitcoin? Per Chris Dixon 100000 $.

Dixon, un socio del famoso fondo d’investimento della Silicon Valley Andreessen-Horowitz, è cristallino sul fatto che Bitcoin possa diventare il mezzo principale con cui effettuare pagamenti su internet, e se questo dovesse succedere il valore del singolo bitcoin potrebbe andare alle stelle. “Penso che un bitcoin possa arrivare facilmente a valere 100000 $”, ha dichiarato.

Appena un anno fa, un bitcoin valeva 13 $. Oggi vale più di 800 $ sui maggiori siti di exchange. Ma Chris Dixon pensa che sia ancora un buonissimo prezzo.
Potrebbe sembrare assurdo, ma Dixon non è il solo a pensarla così. Molti tra i sostenitori del Bitcoin credono che i prezzi attuali siano ancora poca cosa rispetto a quello che potrebbero diventare. Il fatto è che quando il meccanismo di “creazione” di nuovi bitcoin sarà terminato ce ne saranno solo 21 milioni (divisibili comunque fino all’ottava cifra decimale) e questo significa che un picco di popolarità porterà quasi sicuramente ad un enorme incremento nel prezzo.
Se ancora non siete convinti, Dixon ha fatto un’analogia abbastanza azzeccata, da un certo punto di vista. Ha paragonato i bitcoin a dei domini (i nomi dei siti internet). Anch’essi in effetti sono una risorsa limitata ed oggi estremamente preziosa. “Sarebbe stato assurdo dire nel 1993 che un dominio sarebbe potuto arrivare a valere 10 milioni di dollari”. Ma adesso è realtà.

Il "venture capitalist" Chris Dixon
Il “venture capitalist” Chris Dixon

Certo, i domini da 10 milioni di dollari non sono la norma, ma come racconta Dixon le startup sovvenzionate da Andressen-Horowitz solitamente pagano qualche centinaia di migliaia di dollari per un dominio che includa una parola comune. “Probabilmente il migliore investimento nella storia dei computer sarebbe stato comprare molti domini nel 1993, sarebbe stato meglio che investire in Amazon o in Google”.

Per capire l’analogia bisogna considerare che il Bitcoin (B maiuscola) è molto più di un semplice mezzo di pagamento, è un protocollo su cui in moltissimi stanno cercando di costruire servizi che definire innovativi è un eufemismo. Utilizzare i bitcoin (b minuscola) come mezzo di pagamento è solo il primo passo. Progetti come Cromawallet, Mastercoin, Protoshares, Open Transactions puntano a sfruttare la Blockchain ed il protocollo Bitcoin per bypassare, oltre alle banche, anche i notai, implementando concetti come Smart Contracts, Mercati predittivi ed un sacco di altri servizi ad oggi impensabili.
Ecco perché Dixon non parla a vanvera, ed ecco perché ha proposto ed ottenuto un investimento da 25 milioni di dollari da parte del fondo Andreessen a favore di Coinbase, la prima startup legata a bitcoin nella Silicon Valley a ricevere un finanziamento così cospicuo. Andreessen-Horowitz ha inoltre finanziato Ripple, un’altra startup che possiamo definire un “luogo di scambio virtuale” dove si possono scambiare bitcoin ed altre valute.

Dixon è entrato nel fondo d’investimento un anno fa, dopo aver abbandonato il precedente lavoro ad eBay, e praticamente dal primo giorno ha iniziato ad incontrare compagnie collegate ai bitcoin. Per Dixon, il Bitcoin contiene un mix di elementi che aveva già visto prima in altre tecnologie che poi sono diventate di successo, come ad esempio il sistema operativo open source Linux o, beh, lo stesso Internet.
Da un certo punto di vista, ha visto un’innovazione rivoluzionaria. Attraverso una nuova tipologia di sforzo computazionale distribuito e tecnologie crittografiche, la comunità bitcoin ha creato il primo libro mastro globale che può operare in modo sicuro ed affidabile. Oltre a questo, il Bitcoin ha dalla sua parte un partito politico: i libertaristi (inglese “libertarians” coloro che considerano la libertà dell’individuo come il più alto fine politico) lo hanno infatti visto come un metodo low-cost per scambiare moneta. Per loro si tratta di un movimento e molti di loro lavorano in maniera incessante per diffondere l’uso dei bitcoin. “Ogni movimento tecnologico di larga scala ha avuto una componente politica” ha dichiarato Dixon.

Perfino i problemi attuali del Bitcoin prefigurano un futuro radioso, sostiene Dixon. Comprarli oggi è difficile. Spenderli non è facile. Se li perdi, sono persi per sempre. Ed il loro valore è soggetto a variazioni molto grandi, per cui è difficile sapere cosa stai firmando quando ci investi. Tutti questi problemi riflettono il percorso già visto con i personal computer, Linux e lo stesso Internet. “Tutte queste cose sono state messe da parte, e c’era un motivo per metterle da parte in quanto all’epoca non erano in grado di servire i clienti migliori, non erano abbastanza sviluppate”.

Ma i critici “hanno sistematicamente sottovalutato” l’importanza di queste tecnologie come piattaforme. Le piattaforme, sostiene sempre Dixon, si sviluppano. Può essere difficile vedere da dove verranno questi miglioramenti, ma ciononostante avvengono. “Tali tecnologie migliorano a ritmo esponenziale e le iniziali critiche spariscono”. Coinbase, per esempio, sta lavorando per rendere più semplice l’acquisto dei bitcoin, e sta rendendo più semplice per compagnie come Overstock.com accettarli come pagamento. “Non riesco ad immaginare cosa dicevano di Linux 15 anni fa. All’epoca perfino Microsoft non avrebbe convinto nessuna persona seria ad investirci. A breve saranno spediti un miliardo di smartphone Android con Linux. Qualsiasi server che vale qualcosa nel mondo funziona grazie a Linux”. E Microsoft, beh, sappiamo tutti com’è andata (suggerisco la visione del film “I pirati della Silicon Valley”, ndr).

Dixon ammette di non avere la risposta per tutti i problemi del Bitcoin. Ma capisce perché il popolo geek trova i bitcoin così convincenti: vedono Bitcoin come una nuova frontiera per lo sviluppo software. “Scommetto i miei soldi più su milioni di intelligenti sviluppatori che stanno cercando di risolvere questi problemi piuttosto che sui critici” aggiunge Dixon.
Uno dei punti a cui risponde Bitcoin secondo Dixon è inoltre l’esigenza di mantenere internet aperto. Infatti mentre Linux ha mantenuto aperto il web, come si mantiene aperto il web sui dispositivi mobile? E’ semplice comprare cose attraverso le app di Apple o Google, ma effettuare un acquisto attraverso il browser di un cellulare rimane complicato. “Un motivo per cui il web è attualmente in pericolo è che non esiste un metodo di pagamento già implementato. – sostiene Dixon – Su un’app mobile posso premere un bottone e pagare 50 centesimi, sul web no”. “Tra le altre cose Apple e Google trattengono il 30%, il che rende impossibile per le startup che finanziamo fare soldi. Soprattutto, penso che questo ostacoli l’innovazione”.

I bitcoin quindi secondo lui possono offrire un mezzo di pagamento per dispositivi mobile che sia libero dal controllo delle grosse compagnie, risolvendo il problema in maniera radicale. Se si guarda nei meandri degli standard Internet scritti anni fa da Tim Berners-Lee ed altri, si può notare come essi fossero intesi per offrire un sistema di pagamento standard sul web. Non è mai stato usato, ma esiste un errore “402 Payment Required” che fu pensato per apparire quando il sistema di pagamento avrebbe dovuto entrare in funzione.

“Se parli con Marc Andreessen, dirà che tutti all’epoca avevano intenzione di crearlo – afferma Dixon, riferendosi al proprio capo che creò il browser Netscape – Nessuno però riuscì a trovare il modo di crearlo nel modo giusto”. Dixon spera appunto che Bitcoin colmi questo vuoto.
Tuttavia ammette che al momento i bitcoin sono un investimento altamente speculativo. Lui stesso dice di possedere meno di un bitcoin. “Andreessen-Horowitz si occupa di investire in società di software – spiega – non nella speculazione monetaria”.

Detto questo però, rivela di aver comprato dei bitcoin come regalo di Natale per alcuni dei propri familiari. “Credo che diventerà una cosa grossa – ha detto loro – Non ne sono sicuro, ma se sarà così, voglio che anche voi ne abbiate un pezzettino”.

Fonte: http://cur.lv/6fu3i

4 pensieri su “Quanto varrà in futuro un bitcoin? Per Chris Dixon 100000 $.

  1. Da buon cassettista di BTC mi viene da dire solo una cosa: Speriamo!
    Chissà se il tempo darà ragione o meno a Dixon. 100.000$ sono una bella cifra per una sola unità di BTC (anche se ripensandoci anche i 1.000$ lo erano “un tempo”).

    Molti problemi nell’integrare BTC ma anche molte possibilità, su questo sono fiduciosamente e pienamento d’accordo. BTC ha potenzialità mai viste nel suo campo di applicazione.

    1. Sì, in effetti l’unica é aspettare e vedere. D’altra parte la sua società ha investito qualche milionata di dollari in attività collegate al Bitcoin, credo sia abbastanza per essere ottimisti.

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