Steven Seagal ha patteggiato con la SEC per aver promosso un investimento in criptovalute

La star ha accettato di pagare 314000 $ alla Securities and Exchange Commission per chiudere un caso relativo ad una ICO che l’attore ha pubblicizzato sui propri canali social.

Seagal non aveva infatti reso noto che gli erano stati promessi più di 250mila dollari cash ed altri 750mila dollari in token per promuovere L’ICO di Bitcoiin2Gen (B2G), ha rivelato la SEC giovedì scorso. Nei propri post sui social Seagal invitava i propri follower a non “lasciarsi scappare” l’opportunità di B2G, ed aveva prestato il proprio nome ad un comunicato stampa che recitava “Il maestro Zen Steven Seagal è diventato il Brand Ambassador di Bitcoiin2Gen”, secondo la Commissione.

Le azioni di Steven Seagal hanno violato le leggi federali “anti-propaganda” che richiedono alle celebrità di “rendere noti la natura, lo scopo e l’ammontare dei compensi ricevuti” in cambio della promozione di un token virtuale o moneta che funga da asset. Seagal non ha né ammesso né negato le affermazioni della SEC, né si sa di suoi commenti a riguardo.

“Questi investitori dovevano essere resi edotti dei pagamenti ricevuti da Seagal o che gli erano stati promessi per promuovere questo investimento in maniera che potessero decidere se l’attore fosse di parte” ha dichiarato Kristina Littman, capo della SEC Enforcement Division’s Cyber Unit. “Le celebrities non possono utilizzare la propria influenza sui social per promuovere asset senza rendere pubblico il proprio compenso”.

Seagal pagherà 157mila dollari, che la SEC sostiene abbia ricevuto da B2G, più una multa di altri 157mila dollari. L’attore ha inoltre accettato di astenersi dal promuovere qualsiasi tipo di asset per tre anni. La SEC ha dichiarato che la propria investigazione continuerà.

Per i millennial che non lo conoscessero, Seagal era diventato famoso in quanto protagonista di innumerevoli film d’azione negli anni ’80 e ’90. Tuttavia recentemente è stato citato nei notiziari più per i suoi guai giudiziari che per il proprio lavoro di attore. Accusato di abusi sessuali nel 2018, se l’era cavata in quanto il procuratore decise di non processarlo. In una dichiarazione dell’epoca il suo avvocato, Anthony Falangetti, aveva bollato le accuse come “pura fantasia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *