Finalmente svelata l’identità segreta di Satoshi Nakamoto?

La ricerca della vera identità del creatore di Bitcoin si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa volta il dito è puntato verso l’australiano Craig Steven Wright.

Nelle ultime ore si sono riaccesi i riflettori sul presunto creatore (o creatrice, o creatori) di Bitcoin. Wired e Gizmodo, imbeccati da soffiate anonime, hanno indicato un nuovo possibile candidato: l’imprenditore ed informatico australiano Craig Steven Wright, che avrebbe programmato Bitcoin in collaborazione con Dave Kleiman, un esperto in informatica forense deceduto nell’aprile del 2013.

foto di Craig S Wright tratta dal suo profilo linkedin
foto di Craig S Wright tratta dal suo profilo linkedin

L’intera storia si basa su trascrizioni ed e-mail il cui contenuto collegherebbe l’australiano alla creazione della criptovaluta, ma non appaiono prove schiaccianti. Gli stessi giornalisti di Wired che hanno pubblicato lo scoop dichiarano: “E nonostante un’impressionante collezione di prove non possiamo dire con assoluta certezza che il mistero sia risolto. Ma di tutte le possibilità due in particolare emergono su tutte le altre: o Wright ha inventato Bitcoin, oppure è un brillante creatore di bufale che vuole a tutti i costi che noi crediamo che lo abbia fatto”.

Negli anni in molti hanno annunciato di aver scoperto il vero Satoshi Nakamoto, tuttavia nessuno è mai riuscito a provare in maniera definitiva le proprie affermazioni. Tra i vari “sospettati” troviamo:

Sarà un caso, ma poche ore dopo la pubblicazione del nome di Wright la sua casa è stata oggetto di una perquisizione da parte della polizia federale australiana. Ufficialmente la motivazione fornita dalle autorità è stata che il raid faceva parte di investigazioni in corso da parte del fisco australiano. Certo il timing del controllo lascia diversi dubbi riguardo le reali motivazioni dell’iniziativa.

Ad ogni modo la rivelazione anche questa volta lascia perplessi. Se Satoshi Nakamoto volesse rivelare veramente la propria identità potrebbe muovere i bitcoin in suo possesso allegando un messaggio alla transazione, o comunque fornendo prove inconfutabili della propria identità, anziché far trapelare e-mail e post facilmente falsificabili.

Per dirla con le parole dello sviluppatore Jeff Garzik: “In breve: o mi fornite una proof of Satoshi matematicamente corretta oppure lasciatemi in pace”.

 

il tweet dello sviluppatore Jeff Garzik
il tweet dello sviluppatore Jeff Garzik

 

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