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Bitcoin sfida le banche su buste paga e mance online.

Che siate tra i fortunati che possono godere di uno stipendio mensile o tra i numerosi filmmaker, blogger e compagnia bella che sperano in mance e donazioni, Bitcoin può aiutarvi entrambi, grazie a Bitwage e ChangeTip.

Partiamo dal primo menzionato: Bitwage è un servizio che sfrutta la possibilità insita nel Bitcoin di “programmare” il denaro per gestire in maniera semi-automatizzata il libro paga di un’azienda. Se nel caso di aziende piccole la gestione è piuttosto semplice (ovviamente dal punto di vista finanziario, perché da quello burocratico è un’altra triste storia), nel caso di più collaboratori, magari in Paesi diversi, la gestione attraverso i sistemi tradizionali (banche o money transfer) è molto laboriosa, dispendiosa ed in generale lunga. Prova ne è che il famoso Kim Peek, il savant che ha ispirato il film Rain Man, é considerato un genio anche perché gestiva da solo senza calcolatrice un libro paga di 160 persone dedicandogli solo poche ore alla settimana, e quando a 30 anni fu licenziato il suo lavoro passò a due professionisti full-time ed un computer.

Parlando di dati, nella presentazione che Jonathan Chester, fondatore di Bitwage, ha fatto un paio di mesi fa, si parlava di una percentuale del 2-3% di paga persa in tariffe bancarie su un pagamento fatto dagli USA verso l’India, e di una tempistica variabile tra 4 e 6 giorni. Sfruttando la potenza e la flessibilità del Bitcoin, Bitwage promette di ridurre a 10 minuti il tempo di attesa e all’1% il costo dell’operazione. Non solo, sul sito si può leggere di un’opportunità che Bitwage offrirebbe nel prossimo futuro, chiamata “Real-Time Payroll” che permetterebbe alle aziende di pagare i dipendenti attraverso micro-pagamenti, anche giornalieri, senza nessuna complicazione.

Tutto questo comporta di fatto una concorrenza al sistema bancario che, se non verrà depotenziata da leggi ad hoc, non potrà che produrre effetti benefici per datori di lavoro e lavoratori. Ancora meglio, questo servizio potrebbe garantire che in Paesi in cui il sistema bancario non è ancora sviluppato, la gente comune potrebbe fare a meno del tutto delle banche, in quanto Bitwage chiude il circolo di denaro tra lavoratori ed aziende. In altre parole io lavoratore posso spendere bitcoin per comprare ciò che mi serve da un’azienda, e questa azienda può pagare i dipendenti in bitcoin. Io stesso posso venire pagato in bitcoin senza che debba mai toccare un euro, se non per pagare le tasse sui bitcoin che ho guadagnato (almeno finché lo Stato stesso non accetterà pagamenti in bitcoin).

Arrivando al popolo dei freelance e di chi rende il web un posto migliore (o peggiore) pubblicando i propri contenuti (siano essi filmati, articoli o altro) ecco che viene loro incontro ChangeTip. Questo servizio permette a chiunque di associare un wallet bitcoin al proprio account youtube, twitter, reddit, google + etc. e dare (o ricevere) una mancia ai (o dai) propri contatti. Un video su youtube ti è piaciuto e vuoi offrire una birra all’autore? Scrivi un commento con “@autore” “@ChangeTip” ed un valore da mandare come “$1” “beer” o altro come indicato in questa pagina. Inutile dire che si tratta di un servizio che ha più uno scopo ludico che professionale, anche perché le mance sono limitate ad un controvalore di 25$, ma spesso ciò che parte come un gioco diventa una cosa molto seria. C’è addirittura chi pensa che ChangeTip possa essere la “killer app” che farà diventare Bitcoin famoso presso il grande pubblico, in quanto con carte di credito e Paypal la stessa cosa non sarebbe possibile con la stessa facilità ed agli stessi prezzi irrisori.

Ecco un esempio di una mancia data attraverso ChangeTip
Ecco un esempio di una mancia data attraverso ChangeTip

Se la cosa vi stuzzica, ecco un video che spiega (in inglese) come funziona ChangeTip.

3 pensieri su “Bitcoin sfida le banche su buste paga e mance online.

  1. Buongiorno Leonardo,
    Mi piace il tuo blog! Complimenti per l’impegno e la determinazione! Riguardo questo articolo, vorrei chiederti un parere su Reddcoin, la una nuova piattaforma di tip che è uscita quest’anno. Personalmente ho letto tante cose positive da parte degli esperti e degli addetti ai lavori, sicuramente una bella idea, ma la ritengo troppo complicata e difficile da far adottare a chi è fuori dal mondo del bitcoin… Cosa ne pensi?

    1. Grazie mille!
      Di Reddcoin avevo sentito parlare, ma trattandosi di un progetto che prevede un’altcoin diversa da bitcoin non ho approfondito più di tanto. Può sembrare snobismo ma posso affermare con assoluta sicurezza che il 90% dei progetti che prevedono un’altcoin e non sfruttano bitcoin verranno facilmente assorbiti da servizi pensati per utilizzare solo bitcoin o da Bitcoin stesso. Il fenomeno del “tipping” é piuttosto diffuso su reddit (da cui credo derivi il nome di questa altcoin), ed all’inizio dogecoin ne aveva fatto un proprio cavallo di battaglia. Con l’avvento di Changetip penso che tutto il settore sarà fagocitato nonostante (per ora) Bitcoin non sia propriamente adatto ai micropagamenti, e questo possa costituire un vantaggio per Reddcoin. Ho letto del passaggio da PoW (Proof of Work) a PoSV (Proof of Stake Velocity), e pur non avendo basi informatiche l’idea che anziché col mining le monete vengano “create” in base alla quantità che se ne possiede ed al tempo che si mantiene il proprio wallet online non mi sembra un granché. C’é già chi ha fatto notare che basterà spedirsi di tanto in tanto i reddcoin che si possiedono ad altri indirizzi per vanificare l’incentivo che il PoSV darebbe rispetto al semplice PoS. D’altra parte le altcoin devono sperimentare cose simili per difendersi dai miner di bitcoin dotati di ASIC che possono facilmente destabilizzare o distruggere altcoin con una piccola base di utenti basate su PoW. Spero di non essere stato troppo tecnico, in definitiva secondo me l’esperimento portato avanti da Reddcoin é sicuramente interessante, e potrebbe nel breve periodo portare ad una certa popolarità, ma nel lungo periodo il cosiddetto “network effect” di Bitcoin mi porta a credere che saranno servizi basati su quest’ultimo a fare la parte del leone anche nel campo del tipping.

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