La carica dei 101 Bitcoin ATM.

La febbre del distributore di bitcoin impazza ovunque nel mondo, tra innovazione, entusiasmo, dubbi, critiche e dichiarazioni di paternità.

E’ di qualche giorno fa la notizia del primo prototipo tutto italiano di “distributore di bitcoin” realizzato dai ragazzi di CoinCapital in collaborazione con diverse altre startup e professionisti del settore (come il fondatore di BitBoat Thomas Bertani). Un ottimo resoconto di questo progetto è disponibile all’interno del blog di uno dei principali artefici, alias Guido Dassori. Questa notizia mi riempie di gioia in qualità di appassionato, confermando (se ce ne fosse stato bisogno) che anche noi Italiani possiamo dire la nostra nel campo dei “distributori di crittovalute”.

Chiusa la parentesi patriottica bisogna però rendersi conto che il mercato dei bitcoin ATM si sta muovendo alla velocità della luce, tra macchine “unidirezionali” che distribuiscono solo bitcoin in cambio di denaro contante; macchine “bidirezionali” che funzionano anche al contrario (erogando contanti in cambio di bitcoin); macchine che richiedono una registrazione ad un exchange online per essere utilizzate; macchine che richiedono un riconoscimento biometrico (riconoscimento facciale, delle impronte digitali o scannerizzazione del palmo della mano); macchine che non richiedono nulla e completano l’acquisto di bitcoin in 15 secondi; macchine che non sono bitcoin ATM ma vengono presentate così per ottenere un boost di popolarità, etc.

Ecco quindi un articolo che cerca di fare chiarezza sulle varie macchine ad oggi disponibili, sulle loro caratteristiche e sulla loro diffusione (fonte, tra le altre, bitcoinatmexplorer.com)

Cominciamo con i bitcoin ATM veri e propri, ovvero quelli che permettono sia di cambiare valute reali (generalmente contanti) con bitcoin sia viceversa. Di questa famiglia fanno parte i dispositivi delle ditte:

1.          Robocoin; sede: Las Vegas, Nevada, USA; macchine installate: 5

2.          Tembusu; sede: Singapore, macchine installate: 1(la funzione di cambio bitcoin/denaro contante non é ancora attiva, ma la compagnia ha dichiarato che lo sarà presto)

3.          Genesis Coin; sede: USA; macchine installate: 0

4.          Nautilus Hyosung (CoinPlug); sede: Corea del Sud; macchine installate: 1

5.          HKCEx; sede: Hong Kong; macchine installate: 0; previste: 10

6.          Btcpoint; sede: Barcellona, Spagna; macchine installate: 0

7.          LocalBitcoins; sede: Helsinki, Finlandia; macchine installate: 0; previste: 5

8.          Coinflash; sede: San Francisco, California, USA; macchine installate: 0; previste: 1000

Bitcoin ATM
Bitcoin ATM

Tali dispositivi solitamente hanno la possibilità di fare dei controlli biometrici sull’utente (scan del palmo della mano, documento d’identità, e riconoscimento facciale) per verificarne l’identità e adempiere così alle normative AML/KYC (Anti Money Laundering / Know Your Client) previste dalle legislazioni vigenti nel Paese in cui vengono installate. Il processo di cambio bitcoin / valute fiat è infatti generalmente molto più problematico dal punto di vista legale del viceversa. Inoltre, dovendo stoccare discrete quantità di denaro contante di solito sono blindate, andando così ad aumentare il costo per chi decide di comprarle, installarle e gestirle (si parla di un investimento iniziale medio di più di 10mila dollari). Un caso a parte è la macchina creata da LocalBitcoins, che però appare più un dispositivo ad uso e consumo degli utenti della piattaforma che non generalizzato.

Veniamo ora ai dispositivi “unidirezionali”, quelli cioè che fungono da “distributori automatici di bitcoin” ma non possono erogare denaro contante in uscita. Fanno parte di questa categoria i prodotti delle ditte:

1.          Lamassu (Liberty Teller/BitVendo), sede: USA, macchine installate: 11; previste: oltre 100

2.          BitAccess, sede: Ottawa, Canada, macchine installate: 5

3.          Diamond Circle, sede:Brisbane, Queensland, Australia; macchine installate: 0

4.          General Bytes, sede: Praga, Repubblica Ceca; macchine installate: 1

5.          Flycoin, sede: Vila Nova de Famalicão, Portogallo; macchine installate: 0

6.          Numoni, sede: Singapore, macchine installate: 4

?           Moolah; sede: Wyoming, USA; macchine installate: 0

Bitcoin vending machines
Bitcoin vending machines

Dovendo garantire solo l’accettazione di contanti/carte di credito il prezzo d’acquisto, installazione e gestione di queste macchine è sensibilmente inferiore rispetto alle macchine bidirezionali di cui sopra, per cui si va da qualche centinaio di dollari a qualche migliaio. Inoltre solitamente non richiedono dati all’utente per essere utilizzate, riducendo i tempi dell’operazione (per Lamassu e simili si parla di 15 secondi). Infine le dimensioni ridotte ne consentono un più facile posizionamento all’interno di locali, bar, etc. Da segnalare in questa categoria le alternative “Open Source” costituite dai progetti Skyhook (7) ed Open Bitcoin ATM (8).

Veniamo infine a macchine non concepite come bitcoin ATM, ma che possono offrire comunque questo servizio. Sto parlando dei dispositivi prodotti da:

1.          PayMaQ; sede: Barcellona, Spagna; macchine installate: 1

2.          TravelersBox; sede: Istanbul; macchine installate: 1 poi rimossa

3.          HotButler; sede: Espoo, Finlandia; macchine installate: 3

4.          ManGo; sede: Dubai; macchine installate: 0; previste: 400

?           PlayCoin; sede: Cina; macchine installate: 0

Bitcoin kiosks
Bitcoin kiosks

Tali macchine, cui spesso ci si riferisce col termine “Kiosk”, offrono vari servizi, tra cui per l’appunto l’acquisto di bitcoin.

C’è poi un ulteriore tipo di “vending machine” per bitcoin, che in realtà non è altro che un dispositivo mobile che consente di realizzare “scambi” in mobilità (m-POS). Il software nel cuore del dispositivo si chiama “Pocket Bitcoin ATM” ed é opera di Payworks (5). Il suo funzionamento é descritto in questo post dell’avv. Giulia Arangüena (con relative considerazioni anche di carattere legale/fiscale).

Un ulteriore discorso a parte va fatto per gli ambiziosi progetti di m-POS portati avanti dai “payment networks” ZipZap (Regno Unito) e Kipochi (Kenya), di cui avevo parlato qualche tempo fa.

In conclusione l’industria dei bitcoin ATM pare muoversi alla velocità della luce e non passa giorno senza che vengano annunciati investimenti cospicui, nuove location o nuove possibilità in questo settore. Perfino l’associazione dei produttori di ATM statunitense (ATMIA) ha prodotto un documento intitolato “An Introduction to Bitcoin ATMs” dove analizza il Bitcoin e l’impatto che può avere nel proprio settore di competenza. 

Qui da noi le cose ovviamente si muovono molto lentamente, eppur si muovono. Un dispositivo Lamassu ed uno Robocoin dovrebbero essere presto installati in Italia e l’iniziativa di CoinCapital non potrà che far aumentare l’interesse per queste macchine. Rimangono aperti molti quesiti: Sono utili? Avranno successo? Contribuiranno a diffondere le crittovalute nel mondo? Ai posteri l’ardua sentenza.

PS. Se conoscete qualche altra ditta che sta lavorando a Bitcoin ATM o simili segnalatemelo nei commenti pls. Per tutto il resto c’é bitcoinatmexplorer.com.

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