Anche Amazon sta pensando ad una propria stablecoin?

Molti investitori internazionali si aspettano che Amazon nel prossimo futuro entri a far parte del gruppo dei giganti tecnologici che hanno lanciato una propria criptovaluta.

Queste aspettative sono proseguite nonostante il vice presidente di Amazon Pay, Patrick Gaulthier, abbia dichiarato chiaramente che Amazon non intende investire in strumenti finanziari speculativi.

I sospetti risalgono al Novembre del 2017, quando il Domain Name Wire rivelò che l’azienda di Bezos aveva registrato tre domini legati al mondo delle criptovalute (AmazonEthereum.com, AmazonCryptocurrency.com e AmazonCryptocurrencies.com). Questa notizia di per sé non è sufficiente a provare l’interesse del gigante per il settore cripto, come in effetti fatto notare dallo stesso Domain Name Wire. Questa mossa potrebbe essere semplicemente finalizzata a proteggere il nome del brand da potenziali concorrenti.

Amazon ha le capacità per lanciare una criptomoneta

Amazon ha da poco lanciato il proprio servizio blockchain pienamente supportato per lo sviluppo di network blockchain scalabili. L’azienda ha inoltre sviluppato un database pienamente supportato, chiamato Amazon QLDB, che può essere utilizzato per sviluppare applicazioni basate su blockchain. Queste capacità, unite alla sterminata base di clienti dell’azienda, la rendono una delle ditte più probabili per un prossimo sbarco nella terra delle criptovalute.

Amazon è entrata inoltre in partnership con diversi grossi player del settore blockchain, come R3, Consensys, e IDEO CoLab. In maggio Amazon ha ottenuto inoltre un brevetto per sviluppare Merkle trees, soluzioni relative all’algoritmo proof-of-work alla base di numerose criptovalute.

Amazon potrebbe ripensare la propria strategia?

Il lancio potenziale delle stablecoin di Facebook (Libra), Walmart, Telegram (Gram), Binance (Venus) ed altri potrebbe forzare Amazon ad entrare nel mondo delle cripto. A quel punto infatti l’azienda di Bezos si vedrebbe costretta ad accettare tali criptovalute o a lanciarne una propria. Un’Amazon-stablecoin con costi di gestione significativamente inferiori a quelli delle carte di credito o altri sistemi di pagamento potrebbe senz’altro rivoluzionare il settore dei pagamenti.

Facebook ha ripetutamente sottolineato come la sua principale motivazione per lo sviluppo di Libra sia raggiungere e soddisfare i bisogni dei cosiddetti “unbanked” ed “underbanked” del mondo. Si tratta di coloro per i quali i servizi finanziari tradizionali offerti da banche e affini o non sono presenti o costano troppo. Per cui qualora Amazon rifiutasse di riconoscere questo asset digitale potrebbe perdere una grande opportunità nel settore dell’e-commerce.

 

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